Potenziamento cognitivo: cos’è e a chi può essere utile

Per potenziamento cognitivo si intende un insieme di interventi mirati a stimolare, rafforzare o recuperare funzioni cognitive specifiche (memoria, attenzione, velocità di processamento, funzioni esecutive, linguaggio, abilità visuospaziali). Gli obiettivi possono essere diversi: migliorare performance scolastiche/lavorative, favorire l’autonomia quotidiana, recuperare funzioni dopo un evento neurologico, o rallentare il declino cognitivo.

Gli approcci principali si possono raggruppare in due grandi famiglie: Process-based Training (allenamento mirato dei processi cognitivi di base) e Strategy-based Training (insegnamento di strategie compensative).

La premessa biologica del potenziamento cognitivo è la neuroplasticità, l’idea che connessioni sinaptiche e circuiti neuronali possono modificarsi con l’esperienza; questo quadro supporta l’ipotesi che esercizi ripetuti e mirati possano indurre cambiamenti funzionali e strutturali utili.

Il potenziamento cognitivo è utile per bambini ed adolescenti con difficoltà scolastiche, adulti che vogliono migliorare la concentrazione, anziani per mantenere attive le funzioni esecutive.

Come funziona?

Un percorso efficace inizia sempre con una valutazione individuale, per comprendere quali sono le aree di forza e quelle che necessitano di maggiore supporto.

Il potenziamento cognitivo può essere realizzato attraverso diverse modalità di intervento, selezionate e combinate in base al profilo della persona, all’età e agli obiettivi da raggiungere. Il training computerizzato utilizza software e applicazioni specifiche per esercitare memoria, attenzione e funzioni esecutive e permette di modulare automaticamente la difficoltà e di monitorare i progressi. Gli esercizi analogici e carta-matita comprendono schede, giochi cognitivi e attività strutturate facilmente adattabili al contesto scolastico o familiare. Il training strategico e metacognitivo insegna strategie di memoria, pianificazione e problem solving, oltre a promuovere la consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza.

Numerosi studi dimostrano che il potenziamento cognitivo può portare ad un miglioramento della concentrazione e della capacità di apprendimento, ad una maggiore autonomia nello studio, ad un incremento della fiducia in sè stessi ed a rallentamento del decadimento cognitivo.

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Sara El Matouk

Psicologa clinica, Criminologa e Terapista ABA