Controllo inibitorio: come allenarlo

Il controllo inibitorio è la capacità di controllare attenzione, comportamento, pensieri ed emozioni per bloccare un impulso e fare ciò che è più adatto o necessario nel contesto.
È una delle funzioni esecutive “core” insieme a memoria di lavoro e flessibilità cognitiva, e sostiene abilità come aspettare il turno, rispettare regole, gestire la frustrazione.

Allenare una funzione esecutiva può portare miglioramenti soprattutto su compiti simili e nel modo in cui una persona affronta situazioni quotidiane (se l’allenamento è coerente e applicato in contesti reali).

Tra i 3 e i 5 anni

Nei bambini piccoli il controllo inibitorio si allena soprattutto “nel corpo”. In questa fascia d’età funzionano meglio i giochi in cui il bambino deve fermarsi, ripartire e seguire un segnale chiaro. Ecco alcune idee:
Bella statuina: quando la musica si ferma ci si blocca come una statua. È semplice, divertente e insegna che puoi interrompere un impulso motorio.
Gioco del semaforo: quando la carta è verde si cammina, giallo si va piano, rosso ci si ferma.
Simon Says: quando l’istruzione inizia con “Simon says” si esegue, qui il bambino deve trattenersi dal fare l’azione se manca la frase chiave.

Tra i 6 e i 10 anni

In età scolare l’inibizione diventa più cognitiva, non è solo fermare il corpo, ma anche fermare la risposta impulsiva e rispettare regole e turni. Ecco alcuni giochi che lavorano sull’inibizione:
UNO: utile perché costringe a trattenersi, aspettare, seguire una regola.
Jenga: qui non vince chi si lancia, ma chi controlla la mano e resiste all’impulso di muovere il pezzo più facile.
Dobble: qui entra in gioco anche l’attenzione.
Memory: non si tratta di girare le carte in modo frenetico, l’idea è rallentare.

Da 11 a 14 anni

Alle medie spesso il problema non è “non capisce la regola”, la mente va in automatico, si incastra o reagisce di impulso. Qui serve lo stop mentale , cioè imparare a gestire interferenze, frustrazione e automatismi. Ecco alcune attività:
Varianti di Uno:
Stroop: dire il colore e non leggere la parola, un classico perché allena proprio l’abilità di non seguire l’automatismo più forte.
Anagrammi: , il lavoro è imparare a non restare incastrati su una strada: ogni minuto ti fermi e cambia strategia, è un allenamento molto vicino a ciò che serve nello studio.

Dai 15 anni

Dai 15 anni in su il controllo inibitorio si allena con giochi che cotringono a frenare l’impulso e con micro-regole che poi si portano nella vita reale. Per iniziare, funzionano bene i giochi che richiedono stop mentale e autocontrollo. Codenames: obbliga a non dire l’indizio più ovvio e a ragionare sulle associazioni, è un allenamento naturale al pensiero prima di parlare. Taboo: permette di inibire parole proibite e resistere all’impulso di dire la soluzione. Se vuoi qualcosa di più rapido e competitivo.
Go/No-Go: qui bisogna rispondere a certi stimoli e trattenersi su altri).

Se ci sono difficoltà marcate e pervasive i giochi possono essere un supporto, ma vale la pena una valutazione clinica/psicoeducativa.

Bibliografia

  • Diamond, A. (2014). Introduzione del curatore del tema: Comprendere le funzioni esecutive.
  • Diamond, A. (2016). Perché è fondamentale migliorare e valutare le funzioni esecutive in età precoce.
  • Diamond , A. (2017). Misurazione e valutazione delle competenze delle funzioni esecutive.
  • Diamond, A. & Ling, DS (2016). Conclusioni sugli interventi… per il miglioramento delle funzioni esecutive.
  • Friehs, MA, et al. (2020). Differenze di unità: compiti Go/No-Go e Stop-signal.
  • Kelley, NJ, & Schmeichel, BJ (2021). Indagine meta-analitica sul ruolo della ricompensa sul controllo inibitorio.

Lascia un commento

Sara El Matouk

Psicologa clinica, Criminologa e Terapista ABA