DSA e Scuola: Tips & Tricks

Quando parliamo di DSA, non stiamo parlando di mancanza di impegno, ma di automatismi: lettura, scrittura e calcolo possono richiedere un dispendio di energia sproporzionato.

Nella pratica scolastica, questo si traduce in una situazione molto comune: la scuola crede di valutare la competenza, ma finisce per misurare soprattutto la fatica di decodifica. Per questo gli accorgimenti didattici sono interventi che, riducendo il carico accessorio, permettono finalmente di vedere la competenza reale. In Italia, la normativa prevede strumenti compensativi e misure dispensative formalizzate nel PDP.

Un primo accorgimento è anticipare la struttura (una breve scaletta alla lavagna, tre parole chiave, l’obiettivo della lezione detto chiaramente), in questo modo lo studente può agganciare le informazioni. Un secondo punto è la copia dalla lavagna, che può significare perdere la spiegazione e collezionare errori. Funziona molto meglio avere appunti guidati, schemi già predisposti o un materiale che lo studente può integrare con poche parole chiave. A volte lo studente sbaglia non perché non sa, ma perché non ha decodificato bene la richiesta, per cui può essere utile una consegna breve, esplicita e ripetuta: detta a voce, scritta, e verificata chiedendo allo studente di riformularla.

Verifiche e interrogazioni

Durante una verifica l’ostacolo principale è la velocità, che non solo aumenta l’ansia, ma anche la probabilità di commettere un errore. Qui lo strumento non è solo offrire più tempo, ma creare una prova leggibile: spazi, font chiaro, poche richieste per pagina, indicazioni essenziali e, dove possibile, una struttura prevedibile.

Per le interrogazioni, spesso aiuta una logica a imbuto, ossia partire da una domanda ampia che permette allo studente di agganciarsi e poi scendere nei dettagli. Non significa aiutare troppo, ma evitare che il blocco iniziale impedisca di accedere alle conoscenze.

Strumenti compensativi

Quando il collo di bottiglia è la decodifica, gli strumenti compensativi sono un ponte tra la competenza e la sua espressione, pensiamo ad esempio agli audiotesti, alla sintesi vocale, ai correttori, alle mappe, ai formulari, alla calcolatrice.

La ricerca su tecnologie assistive e interventi digitali mostra che, se ben selezionati e integrati, questi strumenti possono supportare l’accesso ai contenuti e la performance, soprattutto quando la barriera è meccanica e non concettuale.

La parte più sottovalutata è la formazione all’uso, perchè uno strumento dato, ma non insegnato rischia di non essere usato. Se diventa una routine si trasforma in autonomia.

Autostima e motivazione

Il costo maggiore per uno studente non è solo nelle pagelle: se per anni sperimento fatica, lentezza, errori e paragoni, può costruire l’idea che non è portato o capace. Gli accorgimenti diventano prevenzione psicologica perchè evitano che la scuola diventi un contesto di vergogna.

Questi accorgimenti non sono trucchi, ma accessibilità che permettono allo studente di mostrare ciò che sa. E quando la scuola smette di misurare la fatica, inizia a misurare davvero l’apprendimento.

Bibliografia

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Sara El Matouk

Psicologa clinica, Criminologa e Terapista ABA