Il parent training

Il Parent Training è un termine ombrello che indica interventi psicologici strutturati in cui i genitori vengono accompagnati ad apprendere strategie educative e relazionali per gestire difficoltà emotive e comportamentali dei figli, migliorando al tempo stesso il clima familiare e il benessere genitoriale. Non significa istruire i genitori, ma renderli più efficaci e più sereni nel loro ruolo, con strumenti concreti e misurabili.

La struttura tipica del parent training include:

  1. Valutazione e obiettivi condivisi
    Si chiariscono i comportamenti target (es. oppositività, aggressività, difficoltà di routine), i contesti in cui compaiono e i fattori che li mantengono.
  2. Psicoeducazione
    Si dà un senso al comportamento: perché succede, cosa lo attiva e cosa lo rinforza.
  3. Allenamento di abilità genitoriali ad esempio:
    • attenzione positiva e tempo speciale
    • lodi efficaci e rinforzi
    • istruzioni chiare e realistiche
    • gestione dei comportamenti problema
    • regolazione emotiva del genitore
  4. Generalizzazione e mantenimento
    Si lavora su scuola, nonni, fratelli e i contesti sociali.

Perchè funziona

Molti comportamenti problematici si mantengono dentro cicli prevedibili, ad esempio: il bambino protesta, il genitore aumenta il tono, cede, il bambino ottiene l’attenzione desiderata o evita il compito, il comportamento problema viene rinforzato, di conseguenza aumenta la probabilità che si ripresenti.

Il parent training interrompe questi cicli perché aumenta la coerenza e la prevedibilità, rafforza il comportamento desiderato, riduce le pratiche inefficaci, ma soprattutto migliora la relazione e collaborazione tra genitore e figlio.

Cinque errori comuni

1. Intervenire solo quando il bambino si comporta male

Uno degli errori più comuni è concentrare l’attenzione quasi esclusivamente sui comportamenti problema: urla, oppositività, rifiuti, provocazioni. In questo modo, però, il bambino riceve molta attenzione proprio nei momenti critici e poca quando collabora o si regola.

2. Dare troppe spiegazioni/ fare richieste pocochiare

Quando i genitori sono stanchi o frustrati, capita di parlare molto, ripetere, contraddirsi o dare istruzioni vaghe: “Comportati bene”, “Sbrigati”, “Fai il bravo”. Il bambino, però, ha bisogno di indicazioni concrete e semplici.

3. Essere incoerenti nelle conseguenze

A volte si minaccia una conseguenza che poi non viene applicata, altre volte si cede dopo una crisi per sfinimento. Questo rischia di insegnare al bambino che insistendo abbastanza può evitare la regola.

4. Aspettarsi cambiamenti immediati

Molti genitori iniziano con grande impegno, ma si scoraggiano se dopo pochi giorni il comportamento non cambia o addirittura peggiora. In realtà, quando si modifica uno schema educativo, è frequente osservare una fase iniziale di resistenza.

5. Dimenticare la regolazione emotiva del genitore

Il parent training non riguarda solo cosa fare con il bambino, ma anche come il genitore riesce a stare nella relazione: quando l’adulto è sopraffatto, arrabbiato o esausto, diventa molto più difficile applicare strategie efficaci.

Questi errori non significano che un genitore stia sbagliando, significano, più realisticamente, che sta affrontando una situazione complessa con gli strumenti che ha in quel momento. Il senso del parent training è proprio questo: trasformare la fatica quotidiana in occasioni di apprendimento, relazione e cambiamento concreto.

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Sara El Matouk

Psicologa clinica, Criminologa e Terapista ABA