Come allenare attenzione e memoria durante le vacanze giocando

Durante le vacanze estive molti genitori si chiedono come aiutare i figli a mantenere attive alcune abilità cognitive senza trasformare il periodo di pausa in una prosecuzione della scuola. È possibile stimolare attenzione e memoria attraverso il gioco?

Sì, purché si mantengano aspettative realistiche.

Le attività ludiche possono creare occasioni nelle quali il bambino deve concentrarsi, ricordare informazioni, seguire regole, aspettare il proprio turno, cambiare strategia e controllare risposte impulsive: questi processi coinvolgono le funzioni esecutive.

Quando un genitore dice che il figlio è attento o non ricorda nulla, può fare riferimento a difficoltà molto diverse. L’attenzione sostenuta è la capacità di mantenere la concentrazione per un certo periodo di tempo e serve, ad esempio, per terminare un compito senza abbandonarlo dopo pochi minuti, ascoltare una storia, seguire una spiegazione. L’attenzione selettiva ci consente di concentrarci sulle informazioni rilevanti ignorando quelle non necessarie; l’attenzione divisa è la capacità di gestire contemporaneamente più richieste. La memoria di lavoro è il sistema che consente di mantenere temporaneamente disponibili alcune informazioni e di utilizzarle mentre si svolge un’attività, ad esempio quando dobbiamo ricordare la carta vista durante il memory, eseguire più istruzioni in sequenza, fare un calcolo mentale.

Perché il gioco può essere un buon contesto di apprendimento?

Il gioco offre alcune condizioni particolarmente favorevoli, innanzitutto è motivante, infatti il bambino è più disponibile a impegnarsi quando l’attività ha uno scopo comprensibile, produce curiosità ed è percepita come piacevole.

Fornisce un feedback immediato: una strategia può funzionare oppure no, una torre può restare in piedi oppure cadere, una sequenza può essere ricordata oppure dimenticata, in questo modo il bambino può modificare il comportamento sulla base delle conseguenze osservate. Inoltre, i giochi permettono di ripetere più volte uno stesso processo senza riprodurre necessariamente la sensazione di svolgere un esercizio scolastico.

Le revisioni sulle funzioni esecutive sottolineano che i programmi più promettenti prevedono pratica ripetuta, difficoltà progressiva e coinvolgimento attivo. Non è sufficiente proporre un’attività una sola volta: il compito deve essere ripreso e gradualmente adattato alle capacità del bambino.

Quali attività proporre?

Gioco di carte e da tavolo

I giochi di carte e da tavolo possono richiedere al bambino di:

  • ricordare le regole;
  • mantenere l’attenzione;
  • attendere il proprio turno;
  • pianificare una mossa;
  • modificare la strategia;
  • tollerare l’errore e la sconfitta.

Tovare rapidamente due figure uguali, cercare una carta con una determinata caratteristica, individuare un simbolo bersaglio tra molti distrattori sono attività che coinvolgono soprattutto attenzione selettiva, velocità di elaborazione e controllo dell’interferenza. Per rendere il gioco più semplice si possono usare poche carte o ridurre il numero di stimoli.

Il memory coinvolge la memoria visuo-spaziale, attenzione alla posizione delle carte e controllo dell’impulso a girare carte casualmente. Per i bambini più piccoli è preferibile iniziare con poche coppie. Il numero può essere aumentato solo quando il bambino riesce a mantenere il coinvolgimento senza sperimentare una frustrazione eccessiva.

Caccia al tesoro

Per potenziare l’attenzione selettiva si può chiedere di trovare degli oggetti di un determinato colore o forma, oggetti simili, oggetti che iniziano con una determinata lettera.

Per la memoria di lavoro il bambino può ricevere due o tre indicazioni da ricordare senza avere immediatamente a disposizione il foglio, ad esempio “Vai in giardino, cerca qualcosa di rosso e porta un oggetto che si usa per scrivere”.

Per la pianificazione si può consegnare una mappa o una serie di indizi da ordinare. Il bambino deve decidere da dove iniziare e in quale sequenza procedere.

Giochi motori

Non si tratta semplicemente di correre o saltare, ma di muoversi ricordando regole, rispondendo a segnali e modificando il comportamento.

  • Un, due, tre, stella
  • Il semaforo, in cui ogni colore corrisponde a un’azione
  • Percorsi motori con una sequenza da ricordare
  • Giochi in cui bisogna muoversi quando viene detta una parola e fermarsi quando ne viene detta un’altra.

Attività visuo-spaziali

Costruire un modello con mattoncini coinvolge la pianificazione, la memoria visuo-spaziale, la flessibilità e il problem solving.

L’adulto può mostrare una costruzione per alcuni secondi, nasconderla e chiedere al bambino di riprodurla o iniziare una struttura e chiedere al bambino di immaginare come continuarla.

Giochi verbali

I giochi di parole sono semplici da utilizzare in viaggio, in spiaggia o durante un’attesa.

  • Catena di parole: ogni partecipante deve dire una parola collegata alla precedente oppure appartenente alla stessa categoria.
  • Indovina l’oggetto: un partecipante pensa a un oggetto e gli altri pongono domande alle quali si può rispondere sì o no.
  • Palazzo: un partecipante pensa ad un oggetto, personaggio, categoria presente nel suo palazzo e gli altri pongono domande del tipo “Gli attori sono del tuo palazzo?”.

I videogiochi

Alcuni videogiochi richiedono pianificazione, aggiornamento delle informazioni, rapidità decisionale e flessibilità.

Tuttavia, la tipologia di gioco, il tempo di utilizzo, l’età e il contesto sono elementi decisivi. Uno studio longitudinale ha rilevato associazioni positive tra alcuni puzzle elettronici, exergame, giochi da tavolo e successive funzioni esecutive, mentre il tempo complessivo trascorso nei giochi elettronici non mostrava lo stesso andamento.

Allenare attenzione e memoria durante le vacanze non significa riempire ogni giornata di esercizi né trasformare il gioco in una prestazione. Nessun gioco è, da solo, un trattamento universale per attenzione e memoria. La proposta più realistica è integrare il gioco nella quotidianità, rispettando i tempi del bambino e privilegiando attività che uniscano coinvolgimento cognitivo, movimento, relazione e piacere della scoperta.

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Sara El Matouk

Psicologa clinica, Criminologa e Terapista ABA